About me

Filmmaker, reporter, autrice di documentari, fondatrice dell'associazione missionaria "HPS Charity", autrice del libro "un cuore e i suoi piedi", organizzatrice dei corsi "Fotografia & Missione" e "La Scrittura di Dio".

My Skills

Da sempre interessata alla comunicazione visiva mi occupo di video-grafia e foto-grafia reportagistica. Integro competenze di creazione grafica, gestione e produzione di contenuti visivi. Lavoro per clienti italiani ed esteri. Dirigo e curo con amore una piccolo laboratorio dell’immagine e della comunicazione.

Biografia_

 

Il mio nome è Sefora, ho 29 anni e amo sviscerare la vita. Sono presidente dell’organizzazione umanitaria “HPS Charity”, una reporter, un’ imprenditrice dal cuore missionario e soprattutto un’osservatrice. A 4 anni ho avuto il mio primo approccio con una macchina fotografica giocattolo, ad otto mio padre me ne regala una vera. Si, mio padre è il colpevole. Lui mi ha trasmesso la passione per le immagini e i rullini. Ma soprattutto per la cinepresa. Tutto il percorso della mia adolescenza è segnato da viaggi in solitaria per le vie della mia città con uno zaino in spalla e una videocamera in mano. Una sorta di caccia al tesoro. Andavo alla ricerca dell’invisibile per renderlo visibile. Mi aggiravo per le vie più remote del quartiere per incontrare gli ultimi della mia città. Lo facevo perché avevo l’innata convinzione che dietro le quinte di questa lo avrei trovato, il tesoro. In quegli anni il mio cammino etico ed educativo è segnato da svariate e profonde esperienze umanitarie con la “Croce Rossa Italiana”, per dare un sorriso ai malati nei reparti terminali degli ospedali (clownterapia) , o dare assistenza nelle tendopoli, alle vittime delle calamità naturali (Sisma L’Aquila) . Arrivai all’epilogo del mio percorso scolastico con una consolidamento della mia convizione: “la ricchezza si trova nella povertà”, titolo del tema in cui decisi di improntare la mia tesi finale. Finito il liceo, mi trasferisco a Milano, dove studierò Cinema e Televisione, specializzandomi nell’area documentaristica. Qualche mese dopo mi trasferisco in Inghilterra per lavorare per un breve tempo per il giornale BBC. 

La prima Africa_

 

Nel 2010 metto per la prima volta piede in Africa, in Burkina Faso, terra in cui prendo consapevolezza del motivo per il quale stavo vivendo: “aiutare le persone a vedere” la bellezza che risiede nel “difetto”; la meraviglia delle vite amputate che resistono; i diamanti che nascono dalle ceneri delle lacrime bruciate dal dolore. La vita che rinasce dalla morte. La vita che insiste. La vita che resiste. Da quel giorno non ho più smesso di viaggiare lungo le periferie più povere del mondo e “cadere in amore” ad ogni mio viaggio: Africa, America Latina, Sud-est asiatico, Balcani…non di certo per cambiare il mondo, ma per cambiare me! Passione per la fotografia e per il viaggio in solitaria; per le culture in pericolo, per i diritti umani violati; curiosità innata, spirito di osservazione e capacità di adattamento alle situazioni estreme sono stati dei doni immeritati che credo di aver ricevuto in dotazione nel pacchetto della mia esistenza e dei quali io oggi ne beneficio per dar beneficio. Ho lavorato soprattutto nel campo delle ONG (organizzazioni non governative) e delle no- profit, acome video-reporter e autrice di documentari umanitari.  Ho viaggiato scomodamente, ho mangiato spartanamente, ho scattato foto in condizioni difficili, ho dormito in modesti alloggi mischiandomi fra la gente, assorbendo come una spugna costumi, atteggiamenti e sentimenti. Tutte queste esperienze mi hanno aiutato a simpatizzare con la mia fragilità e a crescere nella consapevolezza di avere il necessario bisogno di decrescere e svuotarmi di me stessa. 

Nasce HPS_

 

Nel 2015, anno più buio della mia vita senza forze o grandi pretese decido di costituire ufficialmente “helping people to see(HPS), un’organizzazione missionaria concentrata sulla valorizzazione degli ultimi che opera nelle zone più diseredate dell’Africa  esclusivamente per fini solidali. HPS oggi ha raggiunto diversi villaggi remoti non ancora presenti nelle mappe di localizzazione del nostro pianeta, dove la maggior parte delle donne praticano ancora oggi rituali di passaggio quali la Clitoridectomia e l'infibulazione; dove lo stipendio medio è pari a 80 cent di dollaro al giorno; dove donne e bambini percorrono decine di km per raggiungere la prima fonte di acqua e sono costretti a lunghe camminate per approvvigionarsi e ancor peggio, dove l’educazione è mera utopia. In soli due anni abbiamo riattivato tre pozzi d’acqua artesiani e, attraverso una stretta collaborazione col governo della Tanzania - il quale provvede alle figure formatrici autoctone e qualificate - abbiamo costruito una scuola elementare che ospita 500 bambini in uno dei villaggi più diseredati della Terra, immerso nella giungla tra le tribù Masai. Con questi progetti e quelli che verranno, stiamo “costringendo” il governo a spostare la sua attenzione sui villaggi più poveri del continente africano. Acqua, educazione e fede, sono gli impegni che ho deciso di prendere e che mi tengono sveglia la notte. La mia intenzione ultima è quella di celebrare con la mia vita il valore della cultura di Gesù, nella quale la privazione è guadagno, l’umiliazione è Gloria e l’arresa trionfo. A Lui il mio riconoscimento più grande, a Lui dedico i miei progetti e la mia intera vita.

"Il miglior modo di spendere la propria vita è quello di spenderla per qualcosa che vale di più della vita stessa"

Sefora Motta

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