Ero io quella.

By Sefora Motta

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Stasera mi ha chiamata. È stato davvero bizzarro rivederci. Cinque, gli anni passati ormai. La vedevo, nei suoi occhi, quella timida gioia per me, quella delicata invidia per ció che oggi sono diventata.

Mi ha riempita di domande, di apprezzamenti, di affetto… mi ha ripetuto più volte, con celata frustrazione, che vorrebbe essere dalla mia parte di vita, che Dio – è convinta – ha dato a me di più di quanto abbia dato a lei. Continuava, con la voce fioca, a dirmi che invece, lei, si sente senza scampo, sotto scacco di se stessa, risucchiata in un vortice “nero/bluastro”. Cosí l’ha definito. Sotto quel suo timido sorriso, in realtà, era come assopita, intorpidita, rassegnata. Ma ho percepito che, vedermi negli occhi, questa sera, è stato come vedere la sua speranza, un istante di un futuro che sarebbe forse potuto arrivare anche per lei, un giorno. Non poteva sapere, infatti, che quella sarebbe stata proprio lei, cinque anni dopo. La donna che sperava di essere, prima che smettesse di sperare. Ma che qualcuno, invece, non ha mai smesso di farlo, al posto suo.

Con lo sguardo basso, continuava a dire fra sè e sè cose come “Mi sento così fallita, lei è migliore di me, io non sarò mai così… “, io riflettevo, e pensavo che, a dire il vero, non sarei mai potuta essere quella che oggi sono, se non fosse stato proprio per lei, per come si sente, e per quell’autosufficienza che Dio ha strappato a lei, e che a me, invece, ha dato la vita. Pensavo. Se oggi, alla mia me del passato, ho ridonato un barlume di speranza, allo stesso modo, allora, posso vedere il mio futuro con gli stessi occhi con il quale lei mi guarda: sorpresi, grati e fieri. Guardo, in fede, a quella donna che non sono ancora e che vorrei tanto essere. Le dico: “Ce l’hai fatta anche stavolta, eh? Il Signore è veramente la tua speranza! È stato cosi, e così sarà per sempre.” Ero io quella.

. Oggi, sono il successo più grande del mio passato.Sono io questa. Domani, saró il successo più grande del mio presente.Il delicato successo di chi sa, di essere diventata una piccola migliore versione di se stessa.

“Egli mi ha tirato fuori dalla fossa, dal pantano fangoso e ha fatto posare i miei piedi sulla roccia per rendere sicuri i miei passi. […] Ritorna al tuo riposo, o anima mia, perchè il Signore è buono con te. Lui, protegge i semplici di cuore”

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