Due Natali.

By Sefora Motta

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Penso a due mondi, due Natali.
Il nostro, il natale dell’opulenza, delle luci psichedeliche, del consumismo, del superfluo e poi il Natale dell’Altro, degli ultimi, degli impoveriti, dei senza armi e il Natale di chi lo soffre.

Penso a tutti gli “esuberi umani” che devono accontentarsi del 1,4% delle risorse e che sono costretti a vivere con meno di un dollaro al giorno. Penso a lei, accanto a me, Catherine, poi a Josh, Charlies, Primus, Rosemarie, volti scuri e innocenti costretti a vivere come cani a raccogliere gli avanzi dei nostri addobbati banchetti natalizi.

Poi, da questa parte di mondo, penso anche tutte quelle persone che soffrono il Natale a causa dell’enfasi dei media su relazioni sociali e familiari, ideali che molti desiderano, ma che non possiedono. Penso alle statistiche sul Natale, il giorno dell’anno col maggior tasso di suicidi e tentati suicidi.

Eppure se esiste un Natale vero, allora deve essere la speranza per chi fugge, per questi motivi, dallo stesso Natale.

Se è vero che c’è un Natale, allora deve essere dell’acqua per chi ha sete, un’alternativa di vita per chi è senza speranza, un amico per coloro che si sentono profondamente soli, la libertà ai prigionieri, un bacio sulle guance scavate dalle lacrime, la consolazione di un cuore rotto.

A te che leggi, chiunque tu sia, solo una è la cosa che ti auguro in questo Natale, che tu possa intuire che non sei solo. Che il motivo profano o meno di questa ricorrenza, non è dimostrare quanto tu sia pieno di affetti, ma realizzare quanto sei amato, oltre ogni tuo limite. Amato, da un festeggiato assente al suo stesso banchetto, perché occupato a fasciare i cuori spezzati dall’enfasi dello stesso Natale.

Oggi credi che il Natale infatti è l’unico compleanno al mondo in cui il festeggiato non sta al centro dell’attenzione, ma è lì, in fondo alla tavola, più vicino ai cuori rotti che ai vincitori, più vicino ai camerieri che ai festeggiati, più vicino a te, che al suo trono. E mentre gli altri applaudono un posto vuoto, solo agli attenti e ai cuori gentili è concesso di vederLo, lì nella direzione opposta.

Signore, tienimi l’ultimo posto, alla fine degli addobbi di queste tavole, e ricordami il tuo Amore affinché io ricordi chi sono.

Rinventami, fammi nascere ancora, a Natale, dove bisogna che tutto muoia di me, e nasca di nuovo.

Che sia stato il 25 Dicembre, il 16 Luglio o 31 di Ottobre, buon compleanno amico degli ultimi, amico nostro.

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