LA MODERNITà Sefora Motta

I tempi di Dio, e i tempi cambiati.

By Sefora Motta

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Saró una voce fuori coro, ma stavo pensando: cosa vogliamo dire esattamente quando esclamiamo “Eh ma, ormai sono cambiati i tempi”?

Ma cosa sono questi “tempi” cambiati? Forse vogliamo dire che le generazioni cambiano e che l’uomo deve stare “al passo”… Ma al passo di chi esattamente?

Degli altri?
Di se stesso?
Di un altro?
Chi sono questi altri?
Chi stabilisce il “passo”?
Chi stiamo seguendo esattamente?
Che cosa vuol dire oggi essere “moderni”?

Sarà forse un brano Rap/Pop anziché un ancestrale Inno di Lode dell’800 che ci renderà moderni? Sarà forse un predicatore giovane e spettinato, con una camicia a quadri aperta, anziché il solito anziano basso grasso e pelato con cravatta e giacca fino alle ginocchia? Sarà forse una lode estemporanea ed emozionale, anziché la solita preghiera a tratti noiosissima e ridicola alle nostre orecchie di un vecchio che ringrazia Dio con voce solenne, tremante e pietistica?

Siamo proprio sicuri che questa maratona della “moda spirituale” sia proprio il vero senso di “modernità”? Siamo proprio certi che questa generazione sarà convinta e “conquistata” in questa maniera? Davvero pensiamo che farà breccia nei cuori dei più giovani (quindi dell’essere umano in genere) una tale svuotata modernità!?

Non è che magari, in molte realtà religiose, con la scusa di stare ai tempi, abbiamo perso di vista l’obiettivo, e ci siamo fatti prendere dall’ambizione personale, storditi dai numeri in crescita?

E se invece la modernità non avesse nulla a che fare con la complessità della musica, l’evoluzione delle luci, la tecnologia degli schermi, l’abbigliamento casual, il tono di voce imprenditorial-motivator-convincente… ma piuttosto un rinnovamento giornaliero dello Spirito che ci detta Novità di Vita a ritmo di pane quotidiano?

E se essere “moderni” significasse portare quel Vino Nuovo tutti i giorni, dipendere da un aggiornamento celeste, che ci rivela continuamente misteri spirituali nuovi, mai sentiti prima, quelli che fanno paura alla nostre più profonde convinzioni, quelle che minano le nostre certezze?

Una modernità che suggerisce rivelazioni autentiche, comprensione nuova, prospettive diverse e cambio di mentalità (ravvedimento appunto) per stare “al passo” con lo spirito di Dio, di cui, francamente, non sappiamo la destinazione e nemmeno la sua provenienza?

Beh, non fraintendetemi, io voglio essere MODERNA, altroché…ultramoderna!

Ma di una profonda modernità, quella modernità che è capace di rigenerare la mia mente, per tendere di quel gentile attaccamento allo Spirito, anche fosse andare contro me stessa, contro le mie convinzioni, contro la mia cultura, contro il mio interesse, contro il mio sapere. Il sapere di Dio, soprattutto.

Si, moderni.
Moderni a tal punto da capire che il passo di Dio non è affatto il passo degli uomini e quasi mai vanno di pari passo. Che l’uomo guarda sempre all’apparenza ma che Dio è un viscerale intenditore di cuori, senza eccezioni di legge.

Moderni a tal punto da vedere la vera Lode a Dio quando una donna scavata dal dolore, rimane con un solo dente e sceglie di usarlo per sorridere e ringraziare Dio.

Moderni da comprendere che la vera Adorazione è semplicemente una devastante fiducia verso un Dio, che ci ha dato una bella notizia: è nostro Padre, da lui veniamo, da lui stiamo tornando.

Moderni e rinnovati dallo spirito di Dio a tal punto da non aver paura di tornare indietro nei tempi, o andare estremamente avanti, o stare semplicemente fermi. Moderni a tal punto di essere liberi di usare qualsiasi strumento contemporaneo e liberi di non usarne nessuno. Moderni a tal punto da essere in possesso “dei tempi” e non impossessati dal tempo.

Coraggio ragazzi, c’è di più di quello che vediamo. Oltre questo teatrino dell’uomo, poi, dietro, c’è la Bellezza.

Cerchiamola.

Questa dura per sempre.
Il resto dura una vita soltanto.

© Sefora Motta

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1 Thought to I tempi di Dio, e i tempi cambiati.

  1. Zelia Rispondi Gennaio 4, 2020 at 7:55 pm

    Hai ragione Sefora!!! La vera bellezza non e’ appariscente, e’ necessario desiderarla, cercarla oltre le apparenze della vita…..e’ emozionante il cammino.

    Ti abbraccio.

    Zelia

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