I miei più sinceri auguri a me stessa

By Sefora Motta

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Oggi sono 26. Lo so, è l’ironia della vita visto il mio aspetto così microscopico, ma giuro che è la verità. Su queste piattaforme pubbliche amiamo mostrare la nostra forza e la nostra grandezza, mostriamo i nostri lati migliori, creando una pomposa maschera e non ci rendiamo conto che la gente è davvero stanca di supereroi e che nulla di tutto questo sa di vero. Si, anche io ho provato sgomento di fronte alla vita, paura e senso di inadeguatezza. Conosco bene l’aspro sapore della solitudine, il tormento dell’abbandono e l’angoscia insidiosa dell’invisibilità. So cosa vuol dire piangere troppe lacrime, ingoiare quelle in eccesso e arrivare a detestare il suono del proprio pianto. So cosa vuol dire essere stufi di se stessi, sentirsi scaduti, morti, invecchiati e sterili. So cosa vuol dire desiderare la morte più della vita, conosco bene l’asfissiante puzza del fallimento e la tenaglia del senso di colpa. Conosco e per certo conoscerò ancora quell’ostilità che la vita ha dentro di sè per natura.

Eppure l’ho imparato. – Forse è meglio utilizzare più onestamente il tempo del verbo – Eppure sto imparando.
Sto imparando che nel ring di questa vita, ben celati dietro la realtà evidente, ci sono davvero i tesori più grandi.

Ho visto esplodere la più alta forma di compassione proprio nella tragedia; ho visto crescere vita dove vita veniva a mancare; ho visto fiori crescere dal letame. Ho visto miracoli germogliare tra le ceneri. Ho gustato il vantaggio della vulnerabilità, la straordinaria forza della debolezza e l’inimitabile perfezione del cuore procreata dal disagio e dall’umiliazione. Ho imparato ad adorare tutto ció che sta dietro le quinte del palcoscenico della vita. Ho imparato a ravvivare la mia anima nel fresco fiume delle lacrime della gente che soffre. Ho imparato che non c’è niente di più bello che di un’anima infelice che ringrazia Dio. Di una donna che usa l’ultimo dente che le è rimasto per sorridere.

Sto vivendo per questo e per questo spenderò il resto dei miei anni: aiutare la mia anima a vedere, aiutare le persone a vedere che alla vera perfezione non si giunge per eccesso ma per difetto; che la prospettiva migliore, il punto di fuga più coraggioso, non sta in cima ad un rupe ma giù all’altezza dei piedi. Non posso negare l’evidenza nascosta, nascosta bene ai sapienti ma visibile agli ultimi. Io sono un’ultima; sono una giovane donna con un cuore spezzato, stonato, dalla forma irregolare, impreciso, sporco e disgustosamente debole.

Ma, sorrido. Se c’è qualcosa per cui mi vanterò allora saranno le mie debolezze, esse sono porta di accesso all’Amore che ha creato il cielo e le stelle. Lui è certamente la parte migliore di me e seguirLo è la scelta più intelligente che abbia mai fatto. Anima mia, il miglior augurio che io possa farti è quello di riuscire a tenere stretta la Sua mano per sempre e di resistere fino alla fine dei tuoi giorni su questa terra. Perché il male è per un tempo ma il bene è Eterno. Ora, e ancora, anima mia, benedici il tuo Dio e tutto quello che vive in me benedica sempre il suo nome.

SM©

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