Scindere il cristianesimo da Gesù #israel2019

By Sefora Motta

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Seduta su questo monte, incantata dal panoroma del mare della Galilea e il villaggio di Magdala, rifletto…

Penso a quanto sia difficile ma essenziale scindere il “cristianesimo” dalla vita di Gesù. Una buona religione basata su buoni precetti da un dialogo profondo con qualcuno che desidera essere al centro – prima di essere sopra – la vita mia.

Se la prima è un ideologia costruita su una pietra, la seconda è la Pietra su cui costruire la mia vita.

Gesù doveva essere un grande viaggiatore. Certamente amava camminare lungo enormi distese di terra, saliva sui monti, affrontava i deserti, costeggiava i fiumi… Si affaticava senza riserve, per un solo ed unico scopo: incontrare l’Altro. Non da sopra, ma dal lato.
Accanto.

Un uomo semplice. Sincero. Schietto. Amante del vero. Decostruttore di confini. Elargitore d’amore. Generatore di speranza.

Quando l’uomo Gli ha voluto costruire una casa fatta di pietra dove circoscriverlo, Lui ha distrutto i Templi, sfumandone i confini.
Quando l’uomo Gli ha voluto dare un’immagine, Lui ha distrutto gli idoli.
Quando l’uomo Gli ha voluto attribuire un nome, Lui l’ha reso foneticamente impronunciabile.
Ogni volta che l’abbiamo idolatrato, Lu è fuggito dalla folla…

Idolatrato? È possibile Idolatrare Dio stesso?
Si. Altroché.
Quando “adoro” Dio come una divinità fuori di me e non dentro di me, lo sto idolatrando.

Sto capovolgendo le dinamiche della sua essenza. Sto letteralmente “peccando”.
Sto mancando il centro del più importante bersaglio: il suo cuore. Le sue intenzioni. La sua direzione d’animo.
Sto rendendo vana la croce e ignorando quel suo desiderio regale di rompere i confini fra Dio e l’uomo, tra cielo e terra, fra carne e spirito, per essere una cosa sola: un’unione sponsale che genera vita.
Vita abbondante.
Vita per sempre.

[…]

Diario di bordo
Israel, 2019

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