Una rosa non ha bisogno di predicare…

By Sefora Motta

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“Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo ” Diceva Gandhi.
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Guardatela bene. Lo so, è un po’ sgranata. Ma guardate quanta prosperità! Quanta vita! A cosa somiglia secondo voi?
Questa foto mi è arrivata stamattina dal recondito villaggio in cui stiamo operando attraverso la costruzione della nostra scuola primaria. Molti di voi sanno già che sI tratta di un villaggio non propriamente facile, per innumerevoli motivi: religioni tribali, rituali di passaggio (clitoridectomia, infibulazione – vere e proprie torture per le bambine – ) alcolisti, musulmani estremisti ecc…

In un ambiente simile, parlare della mia identità e della Matrice che in me ha messo in moto tutto, vi assicuro che non è affatto semplice.
Negli ultimi giorni chiacchieravo con Dio, gli chiedevo quale fosse il confine fra la paura e la fede. Se da una parte brucia dentro il desiderio di annunciare sopra i tetti il nome di questa Speranza che ha ispirato in me tanta affezione per questo popolo dimenticato dai potenti, dall’altra sento la saggezza bussare timida e che tenta di trasformarmi da una “arrotino religioso” – quale sono stata per molti anni – ad una essere umano docile e silente annunciatore di speranza.
Mentre il primo vaga disorientato per le vie della città, distaccato dalla gente, e con un megafono in mano ha la pretesa di annunciare/vendere una Verità, unica e inconfutabile, la seconda sceglie la parte migliore, sceglie di STARE con le gente. Si mimetizza fra le culture per studiare la bellezza della vita, e a piedi nudi si sporca con loro, diventando così credibile testimone vivente di un’amore tanto grande da aver scelto l’altro ancor prima di scegliere se stesso. Non ha bisogno di urlare, l’amore sarà sufficiente da ispirare domande, domande che in fondo, possono anche non essere fatte.

Già, mentre io, in questi giorni, facevo queste riflessioni e pregavo in questi termini, dall’altra parte del mondo qualcuno (di cui non conosco ancora l’identità) si armava di legna e spago per mettere su, silenziosamente, un luogo simbolico dove andare a raccogliersi e ringraziare per questo grande miracolo che sta accadendo nel suo villaggio natio: una scuola nel deserto, un “SI” dove tutti hanno detto “NO”, la VITA nella valle della morte.

“Una rosa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo ”

Grazie a quanti stanno pregando per la mia vita. Tutto ciò che faccio lo devo a Dio e alla sua immensa Grazia, ma anche a tutti coloro che in un modo o in un altro ci credono sempre prima di me e più di me.
Vi voglio bene.
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“La scuola che (non) c’è”, progetto di scolarizzazione nel villaggio di Munguzi. Presto 500 bambini inizieranno il loro anno scolastico in quella scuola elementare che non c’era e che sognavano ad occhi aperti.

 

©SM
Pagina: HPS Charity
Sito web. www.hpscharity.com

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